Accordo Unpli Piemonte-Regione sulla ristorazione collettiva no profit

1 – promuovere le produzioni agroalimentari soprattutto in occasioni di sagre e fiere incrementando l’utilizzo dei prodotti locali

Pro Loco – a favore del luogo – da questo principio ispiratore e identificativo della mission delle associazioni riportare l’attenzione sui prodotti del proprio territorio.

In collaborazione con i produttori locali attivare contratti di fornitura per le manifestazioni e sagre.

La sagra diventa motore per la promozione dei prodotti locali.

2 – promuovere l’utilizzo di prodotti provenienti dall’agricoltura sociale piemontese

L’agricoltura sociale è una nuova pratica che attraverso iniziative promosse in ambito agricolo e alimentare da aziende agricole ma anche cooperative sociali, intende favorire il reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella comunità e al contempo produrre beni.

Si tratta, dunque, di un vero e proprio strumento operativo attraverso il quale i governi regionali e locali – in maniera diretta o attraverso associazioni preposte – possono applicare le politiche del welfare in ambito territoriale, coinvolgendo una pluralità di soggetti giuridici, enti, aziende agricole e cittadini.

Utilizzo di prodotti provenienti anche dagli orti attivati come pratica di insegnamento ai giovani e al contempo di coinvolgimento degli anziani, una pratica di contaminazione sociale.

3 – promuovere una comunicazione che faciliti l’identificazione dei prodotti e piatti che valorizzino l’identità e la cultura del territorio

Gli amanti delle sagre potranno identificare la sagra che partecipa a questa iniziativa grazie a elementi identificativi che dovranno essere inseriti nei manifesti e comunicazioni pubblicitarie. L’ideazione di un logo di “qualità regionale” dovrà essere la prima azione al fine permettere un percorso di trasparenza e valorizzazione.

I fruitori potranno così scegliere tra una sagra di “qualità” e una manifestazione comune non aderente al protocollo.

4 – eliminare progressivamente l’impiego di stoviglie in plastica

La tutela dell’ambiente al centro delle azioni collaterali allo svolgimento di una sagra. L’utilizzo di stoviglie eco compostabili dovrà progressivamente sostituire integralmente le stoviglie di plastica.

Comporta questo una educazione alla raccolta differenziata nel corso degli eventi aumentando così la differenziazione dell’umido.

Tovagliette con colori alimentari, piatti, bicchieri e posate compostabili facilitano lo sparecchio e incentivano l’impegno delle giovani leve. Una preventiva formazione anche coinvolgendo le scolaresche nelle fasi invernali porterà ad una maggiore divulgazione della pratica di differenziazione entrando così nelle case tramite bambini e ragazzi capaci di coinvolgere le loro famiglie.

Un doppio obiettivo: raccolta differenziata e coinvolgimento di un maggior numero di residenti nelle attività delle Pro Loco che attivando così temi di comune interesse potranno a poco a poco vedere aumentare i soci e i volontari attivi.

5 – ridurre al massimo gli sprechi di prodotti e di rifiuti

Chi nel corso delle sagre e manifestazioni è addetto allo sparecchio e raccolta dei rifiuti si rende conto che le quantità somministrate sono a volte esagerate portando i fruitori a lasciare nel piatto parti della porzione.  Una valutazione scientifica e dietetica delle quantità somministrate può aiutare a ridurre sprechi dei prodotti e diminuire i rifiuti.

Un calcolo più attento delle quantità da somministrare in un piatto ottimizza il rapporto qualità-prezzo facendo sì che il costo del piatto diminuisca sia per la produzione dello stesso sia per il prezzo da applicare.

Ne deriva un risparmio sia per la Pro Loco in fase di produzione e per il fruitore utilizzatore finale. Non dimentichiamo che la sagra è luogo di famiglie, con bilanci familiari a volte risicati ed è importante che le nostre associazioni abbiano ben chiare le dinamiche del welfare.  La diminuzione del costo del singolo piatto può e deve favorire l’impiego di vini e bevande di qualità dei produttori locali coinvolgendo anche Consorzi e le cantine sociali.  Ne deriva conseguentemente una minor produzione di rifiuti, sia per l’attività di controllo preventiva nella composizione del piatto di portata, sia per l’utilizzo o di stoviglie eco compostabili o tradizionali con quindi impiego di lavastoviglie (quest’ultima pratica riduce i costi del coperto – ammessa la possibilità di aver risorse umane per le azioni connesse alla pulizia delle stoviglie stesse).

6 – attivare un’analisi dei valori nutrizionali dei menù

L’attenzione alla salute dei cittadini passa anche in quello che potrà essere l’esposizione dei valori nutrizionali dei cibi somministrati in applicazione di una normativa ormai in vigore. Comporta un salto di qualità e di attenzione da parte degli organizzatori delle sagre e manifestazioni enogastronomiche a favore della salute dei fruitori.  Una valutazione della “chimica nel piatto” aiuterà la preparazione di cibi con valori nutrizionali calibrati nella politica di prevenzione e tutela della salute comune.

7 – svolgimento di corsi di formazione

Incontri provinciali di formazione e informativi in cui le Pro Loco si potranno confrontare e al contempo apprendere le buone pratiche da attivarsi sia in campo di tutela alimentare (HACCP) che di utilizzo dei prodotti enogastronomici indicati dal protocollo d’intesa.

DECALOGO BUONE PRATICHE RISTORAZIONE
  1. Le attività di cui all’accordo dovranno essere svolte nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 27-3145 del 19/2/2011 e s. m. i. recante “Approvazione delle linee guida per l’applicazione, nell’ambito delle manifestazioni temporanee, della normativa comunitaria sulla sicurezza alimentare”.
  2. I piatti proposti dovranno essere preparati con l’impiego di tecniche di cottura che rispettino salubrità (es.: non servire carni grigliate bruciate o non rosolare i soffritti a fiamma alta superando il punto di fumo dell’olio), principi nutritivi e gusto.
  3. I menu e le diverse tipologie di prodotti somministrati dovranno ispirarsi il più possibile alle tradizioni regionali ed in particolare locali.
  4. Le materie prime impiegate dovranno essere principalmente fresche, di buona qualità e provenire per la maggior parte possibile dalle aree limitrofe rispetto all’associazione locale e comunque in ambito regionale, acquistate direttamente dai produttori o da forme associative di produttori, con particolare riguardo nei confronti dei prodotti a marchio D.O.P., I.G.P., delle produzioni afferenti al Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), dei prodotti biologici, dei prodotti di montagna e dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.).
  5. Le verdure e la frutta utilizzate dovranno essere per la maggior parte fresche e di stagione.
  6. Le fritture dovranno essere effettuate con grande attenzione per evitare che l’olio superi il punto di fumo impiegando preferibilmente oli d’oliva, di semi di arachidi e di girasole di provenienza nazionale. Per cucinare è da preferire l’olio di oliva ed extravergine di oliva di provenienza nazionale mentre per quanto riguarda i condimenti a crudo è sempre da preferire l’impiego di oli extravergine di oliva ottenuti da olive italiane.
  7. Evitare il più possibile l’impiego di preparati per brodi o sughi d’arrosto con glutammato monosodico, sughi pronti, puré in polvere o fiocchi, miscele preparate per torte e budini, farine precotte per polenta, besciamelle pronte, macedonie in scatola, paste sfoglie con grassi idrogenati.
  8. Somministrare pane fresco prodotto localmente con farine, meglio se integrali, e prodotte da una filiera di grani coltivati sul territorio regionale. Prediligere la somministrazione di grissini artigianali a ridotto impiego di grassi. Preferire quanto realizzato con lievitazione naturale, con l’utilizzo di pasta acida naturale ed escludendo l’uso di materie prime congelate.
  9. Le carni somministrate dovranno derivare da animali allevati e macellati in Piemonte. Per quanto riguarda la carne bovina dovrà essere data prevalenza a quella di Razza Bovina Piemontese.
  10. I prodotti lattiero-caseari somministrati dovranno essere scelti fra le D.O.P. piemontesi, nonché preferibilmente riconosciuti nel sistema a marchio “Piemunto” così come dovrà essere preferibilmente fornito latte fresco o UHT, solo se quest’ultimo indicherà in etichetta l’origine della stalla di mungitura.
  11. I vini somministrati dovranno essere prodotti in Piemonte dando prevalenza a quelli a denominazione di origine protetta e garantita. Le acque dovranno essere tutte di provenienza regionale e si dovrà dare preferenza a birre artigianali piemontesi. Sarebbe anche auspicabile promuovere l’uso di bevande naturali a produzione locale anziché bevande dolci e gassate.
  12. Il servizio dovrà essere svolto favorendo l’impiego di stoviglie in materiali riciclabili e il più possibile compostabili. Si dovrà inoltre puntare a una riduzione degli sprechi alimentari e dei rifiuti ed effettuare un corretto smaltimento dei medesimi.
PRO LOCO ADERITE ALL'ACCORDO
BASALUZZO AL
CARENTINO AL
CAREZZANO AL
CASTELLAZZO BORMIDA AL
CASTELLETTO MONFERRATO AL
CELLAMONTE AL
COSOLA AL
FRANCAVILLA BISIO AL
FRANCHINI AL
LERMA AL
MOLARE AL
OVIGLIO AL
PASTURANA AL
PECETTO DI VALENZA AL
SANTUARIO DELLE ROCCHE AL
ARAMENGO AT
AMICI DEI SAVI AT
BUTTIGLIERA D’ASTI AT
CELLARENGO AT
CORTAZZONE AT
CORTIGLIONE AT
FRINCO AT
GRAZZANO BADOGLIO AT
LA CASTIGLIONESE AT
MONCALVO AT
MONGARDINO AT
MONTABONE AT
MONTEMAGNO AT
MOTTA DI COSTIGLIOLE AT
NIZZA M.TO AT
NOI DEL CASTLE (CASTELLERO) AT
PRIMEGLIO AT
SANTA CATERINA DI ROCCA D’ARAZZO AT
VILLANOVA D’ASTI AT
SERRAVALLE D’ASTI AT
VINCHIO AT
PIATTO BI
PONDERANO BI
VALDENGO BI
VIGLIANO BIELLESE BI
GARESSIO CN
BARGE CN
BECETTO CN
BOSSOLASCO CN
CERVERE CN
FOSSANO CN
LEMMA CN
LESEGNO CN
LISIO CN
MELLE CN
NIELLA TANARO CN
PIOBESI D’ALBA CN
UPEGA CN
VERGNE CN
ROSSANA CN
DALMAZZI CN
FAULE CN
MARENE CN
PIANFEI CN
PIOSSASCO TO
PIOZZO CN
VICOFORTE CN
MAGGIORA NO
ALA DI STURA TO
ALPETTE TO
BRANDIZZO TO
BUSSOLENO TO
BUTTIGLIERA ALTA TO
CASELLE TORINESE TO
CESANA TORINESE TO
EXILLES TO
GIVOLETTO TO
MONASTERO DI LANZO TO
MORIONDO T.SE TO
PRO SUSA TO
REVIGLIASCO TORINESE TO
RIVALTA DI TORINO TO
RIVAROLO CANAVESE TO
RIVOLI TO
SAN MAURO T.SE TO
SALZA DI PINEROLO TO
VINOVO TO
FORMAZZA VB
PREMENO VB
PIODE VC
ROASIO VC
ROVASENDA VC
SANTHIA’ VC

cosa bisogna fare per aderire

Scaricare i moduli in basso compilarli ed inviarli a: unplipiemonte@unplipiemonte.it