Unpli Piemonte: 6 aprile il giorno della maturità

Dopo il grande raduno al Centro Congressi Santo Volto di Torino, le Pro Loco hanno compreso di essere già cambiate in meglio. Il Manuale di Buone Pratiche per organizzare gli eventi.

Il mondo del terzo settore è variegato a tal punto che comprenderlo in mere categorie di argomenti è perlomeno riduttivo. Se andiamo a vivisezionare un’associazione piuttosto che l’altra, troveremo difficoltà a ricondurla a principi generali, tante sono le diversità che il fattore umano imprime loro. Eppure, questo è uno sforzo che si deve tentare, magari alla luce della difficoltà interpretative della recente riforma del terzo settore, che tende a dare a questo macrocosmo un aspetto più leggibile, non senza rischiare di far perdere in identità e diversità i singoli componenti che lo caratterizzano.

L’UNPLI, Unione delle Pro Loco d’Italia, fa al caso nostro, come se ci trovassimo di fronte ad un osservatorio privilegiato, ad una sorta di balconata sulla valle ove lo sguardo riesce a toccare i punti cardinali più reconditi. Individuare, capire le regole a cui si ispira l’organizzazione piemontese dell’Unione, può essere utile per l’esperto che si occupa di sistemi di gestione della qualità, così come per il singolo fruitore a cui piace scegliere le tradizioni popolari come guida del suo tempo libero, a cui riesce meglio ricordare le sue radici, attraverso indicatori particolari come un piatto, un libro, una festa, una gara, una visita guidata, una leggenda, un racconto fattuale.

Ora, sabato 6 aprile, l’UNPLI Piemonte, guidata con il giusto nerbo dal Presidente Giuliano De Giovanni ed incessantemente spinta operativamente in avanti dal segretario generale Eleonora Norbiato, ha chiamato a sedersi nell’accogliente sala del Santo Volto a Torino le Pro Loco associate – più di mille – e gli amministratori pubblici o i dirigenti e funzionari delle istituzioni locali mettendo al centro del ragionamento un tema di non facile affrontabilità: la sicurezza nelle manifestazioni pubbliche. Sicurezza intesa sia come Safety, sia come Security: da una parte infatti vi sono i problemi generati dall’intenso assembramento di persone; dall’altro le questioni di mero ordine pubblico.

Come è andata? Beh, l’UNPLI non si è presentata a mani vuote: ha studiato in questi ultimi due anni, dopo i fatti di piazza San Carlo, i requisiti cogenti che leggi almeno risalenti agli anni Trenta imponevano e ha evitato la lamentela del non poter più realizzare eventi (sono circa tre all’anno ogni Pro Loco: in Piemonte un’enormità di circa 3000 manifestazioni). Si è imposta la formazione dei propri ranghi, ha continuamente posto l’accento su sicurezza dei volontari, dei partecipanti, degli alimenti e della lotta agli incendi, delle modifiche legislative in corso d’applicazione per poi affrontare il problema più grosso: quali intese condurre con le Istituzioni locali, che sono l’interlocutore naturale delle Pro Loco?

Del resto, all’UNPLI sanno benissimo che quando ci si siede ad un tavolo per parlare di problemi comuni fra Pro Loco ed Istituzioni, bisogna essere preparati. In aggiunta a ciò occorreva dare un ulteriore apporto: una lettura unitaria e coerente di quelle leggi che, richiamate da varie circolari, potevano essere trasformate in occasioni a valore aggiunto, anziché lette come freni inibitori dei propri eventi. Fare un percorso del genere significava però utilizzare una task force di tecnici, professionisti, giornalisti, docenti e il solo metterla insieme era operazione da far tremare le vene ai polsi. UNPLI Piemonte ci è riuscita e l’incontro del 6 aprile 2019 è certo stata l’occasione per presentare il Manuale di Buone Pratiche, cioè come organizzare in sicurezza eventi e manifestazioni, ma soprattutto la presa di coscienza che le Pro Loco erano ormai mature per affrontare le loro realtà territoriali con mezzi e strumenti di qualità, senza perdere neppure per un attimo, però, quella caratteristica essenziale che ne contraddistingue l’azione: il tono popolare e il recupero delle tradizioni.

Tutti d’accordo? In organizzazioni del genere colui che la vede diversamente può sempre esserci, ma ormai Il Presidente De Giovanni e il segretario Norbiato hanno definito la prospettiva, la strategia e dopo il successo di sabato difficilmente la cambieranno. Procedere sul terreno della qualità ha un ingombro: bisogna evitare di spiegare il più recente mediante il più remoto, cioè essere conservatori senza neppure conoscere la storia. E UNPLI, che invece trae spunto dalle tradizioni, sa benissimo che non può farsi trascinare all’indietro per stare indietro, ma utilizzare la propria storia e la propria identità per vivere nel presente e anticipare il futuro.

Non c’è che dire: una sfida incredibile, di cui oggi non si vede la fine, ma che il 6 aprile 2019 ha reso possibile. Così, andare ad una festa delle Pro Loco UNPLI significherà sempre più divertirsi, mangiare bene e tutto ciò che si sa perfettamente, ma farlo anche in sicurezza e con tranquillità. Una rassicurazione non da poco per i tempi che viviamo.

Piercarlo Fabbio

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