La speranza oltre la selva oscura

In questo momento molto difficile, mi sono permesso di scrivere alcune riflessioni che potrebbero essere utili per chi avrà la pazienza di leggerle.

Giuliano Degiovanni
Presidente Pro Loco Piemonte

Si stanno moltiplicando gli appelli e i messaggi da parte di tutti coloro che hanno ruoli e responsabilità sulla complessa e delicata situazione che stiamo vivendo nel nostro Paese e più in generale nel mondo.

Ne ho letti e sentiti molti, ognuno cerca di dare il proprio contributo per far sì che questo momento sia affrontato con la giusta determinazione, con la volontà di superarlo per tornare alla normalità.

Il capo dello Stato e il Presidente del Consiglio ci hanno detto che uniti ce la faremo, il messaggio del Presidente Unpli è indirizzato al Governo affinché intervenga con misure straordinarie per affrontare le conseguenze negative economico/sociali del contagio, tutti esortano al rispetto delle nuove regole che ci aiuteranno: una collettività colpita ha bisogno anche di questo.

Quello che vorrei invece fare io è una riflessione sul momento attuale, scritta oggi, 8 marzo 2020, una giornata non casuale: la festa delle donne.

La storia si ripete, lo sappiamo tutti, l’uomo ha affrontato momenti molto più complessi di questi; ma con molta lucidità e consapevolezza dobbiamo ammettere che questa epidemia arriva in un momento molto particolare della storia dell’umanità, quasi un campanello d’allarme, un presentimento, un monito.

Dopo decenni di totale assuefazione alla crescita economica, in un mondo ormai globalizzato dove a detenere il comando sono i grandi poteri occulti, ci accorgiamo che siamo impotenti di fronte ad un virus che ci ha prima incuriositi (era in Cina), poi impauriti e che adesso rischia di creare una delle più complesse crisi del dopoguerra.

La grande crisi del 2008 è stata di natura finanziaria, una enorme illusione che di colpo si è sgonfiata come un pallone bucato, trascinando con sé interi segmenti della società che su queste illusioni si erano ingigantite. E adesso?

Siamo in un periodo che Dante definirebbe “una selva oscura” dove prevalgono egoismo e competizione (il mancato rispetto delle regole per contenere il virus è a mio avviso un atto di mero egoismo).

Manzoni nei Promessi Sposi ci parlava della peste come di un momento di prova tra umanità e inumanità, Boccaccio diceva che l’effetto più terribile della peste era la distruzione del vivere civile, mettendo gli uomini gli uni contro gli altri, malati nel cuore e nella mente prima che malati nel corpo.

Riscontro qualche attinenza con la società attuale, troppe volte e troppo spesso cinica e spietata.

Ma dopo la peste ci fu il Rinascimento e l’uomo costruì un mondo nuovo, un mondo migliore.

Ebbene, credo che ci sia veramente bisogno di un Rinascimento: umano, sociale, culturale, economico. Questo mondo ha fallito, la cultura dominante del profitto ha fallito, la competizione esasperata che seleziona non i migliori ma i meno sensibili ha fallito: in estrema sintesi, la cultura patriarcale.

Oggi 8 marzo è un giorno particolare, il giorno in cui si celebra la festa delle donne. Sono convinto che saranno loro, le donne, a creare le basi per un nuovo Rinascimento, fatto di giustizia e solidarietà, sicuramente di una nuova moralità.

I momenti bui servono per ritrovare la luce, non perdiamo questa occasione, ma guardiamo con rinnovata speranza al futuro e chiediamo alle donne di guidarci per uscire da questa valle oscura.

 

8 marzo 2020